Quando giudichi stai separando.

Separi il bene dal male. Il bello dal brutto. Ciò che è a destra da ciò che è a sinistra,…. Sembrerebbe una cosa buona, vero?

In Realtà, quello che stai facendo è etichettando, ovvero creando e utilizzando delle categorie. È la mente cognitiva che svolge questo lavoro, ovvero quella parte di noi  che è importantissima per vivere quotidianamente, per fare ad esempio 2 + 2,  ma non è in grado di percepire veramente la Realtà.

Per esempio: prova a trovare una ragione logica, se vuoi una ragione cosmologica, per l’esistenza del male. Pensaci quanto vuoi….  Non è possibile. Ci sono molte posizioni, per migliaia di anni l’uomo si è confrontato con questo problema, si è contrapposto ad altri uomini,…  ma nessuna posizione è logicamente sostenibile, eppure ….

Così è per tutte le altre questioni più profonde dell’esistenza. Anche Wittgenstein conclude: “su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere” (Tractatus Logico-Philosophicus) ovvero ogni discussione metafisica (riguardante la “Realtà estesa”) cade al di fuori del regno del significato linguistico. Ovvero non può esserci conoscenza razionale. Già sento le contestazioni dei filosofi metafisici che cercano la risposta alla domanda  «perché l’essere piuttosto che il nulla?» Per chi medita la risposta è nell’esperienza dell’essere.

Il mondo cognitivo è duale e non importa quanto finemente tagli una fetta, avrà sempre due facce! È un po’ come se il mondo fosse un pomodoro e noi con la mente potessimo solo affettarlo, ma non comprenderlo nella sua interezza.

Se vuoi percepire veramente la Realtà profonda, devi allora abbandonarti alla meditazione.

Ma se attivi il processo del giudizio, del porre etichette, del categorizzare, la mente cognitiva prende il sopravvento e non c’è più meditazione, non c’è più percezione corretta.

Solo osservando ciò le cose come sono, per quello che sono, le puoi vedere completamente.  Nel momento il cui etichetti in quel momento separi, separi le cose da te, separi tra cosa a cosa, cioè perdi l’unità delle cose e le puoi vedere solo attraverso il pregiudizio.

(ATTENZIONE: non confondere il giudizio con il discernimento nelle scelte! 🙂  quella è tutta un’altra storia.)

 

Un esercizio di vita e meditazione

Prova a osservare il mondo senza giudicarlo
Se lo fai veramente ti sarà impossibile non entrare in uno stato meditativo!

Semplicemente siediti, dove vuoi, in casa, fuori, in un giardino, ….
ascolta….,
osserva….,
non giudicare….,
non etichettare….,
non commentare nella mente ciò che ascolti….,
non commentare nella mente ciò che vedi….,
non separare….,
non chiamare “bambino” quel bambino che corre davanti a te, è quello che è
non chiamare “macchina” l’auto che passa, è quello che è
… semplicemente osserva…
… lascia che le cose siano quello che sono….,
non c’è bisogno del tuo intervento….,
ma osserva più attentamente,
senza nulla afferrare…,
ascolta più intensamente,
senza agrapparti…,
rallenta….,
senti il contatto con la sedia e la terra…,
con i vestiti e l’aria…,
senti il gusto che hai in bocca…,
gli odori e i profumi che passano…,
senza afferrare…,
ma tutto insieme,
senza dare un nome a ciò che senti…,
senza dare un nome a ciò che vedi…,
consapevole di tutto, …
nulla sfugge,….
nulla è preso,…
un po’ più intensamente,

è come una piccola magia!
È presenza mentale.

 

 

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