È la domanda tipica di chi inizia, ma è mal posta. Non tanto dovresti chiederti quanto tempo devi meditare, ma piuttosto: quanto tempo riesci a meditare? La meditazione è lo spazio tra due pensieri. Lo stato della mente tra due pensieri è meditazione.

Allora: quanto riesci meditare?

Una delle metafore per la mente che ci piacciono di più è quella dello stagno. Immagina uno stagno calmo e pulito. Quella è la mente in meditazione.

Ora prendi un grosso masso e buttalo dentro lo stagno. Quello è la mente in balia dei pensieri. Ogni volta che un masso cade nello stagno l’acqua si agita e s’increspa. Più il pensiero è carico di emozioni negative (rabbia, vendetta, depressione, invidia, ….) più la mente si agita, il fondale si solleva e l’acqua diventa torbida. Anche i pensieri collegati a emozioni positive (amore, leggerezza, perdono,…) sono dei sassi , ma piccoli che increspano sì, ma, come il vento gentile, non mutano la chiarezza dello stagno.

Se per qualche istante la smetti di lanciare massi, l’acqua comincia a calmarsi. La terra in sospensione comincia a depositarsi. Ecco l’acqua che si fa limpida. Ecco lo spazio tra due pensieri. Le onde, le increspature sulla superficie vanno e vengono e perdono di forza fino a dissiparsi completamente. L’acqua è calma, la mente limpida, chiara e penetrante, perfettamente presente.

Allora per quanto tempo riesci meditare?

C’è chi dice di meditare per molto tempo ma mantiene in realtà la sua mente in uno stato di assenza. La mente non presente è quella che guarda da uno stagno in burrasca il cielo e dice “il cielo è calmo”. Ma lo stagno rimane in burrasca. Un po’ come dire “bello il giardino del vicino” e non curarsi del proprio.

Un altro dice di meditare ma non riesce a stare fermo. Quando il corpo si muove, è perché un pensiero conscio (o inconscio) ha attraversato la mente. Ad eccezione della meditazione naturale o di tecniche avanzate specifiche di movimenti pienamente consapevoli, una mano che si muove, una schiena che si piega, ecc… sono segnali lampanti di una mente agitata.
Osservate una persona nervosa, cosa fa il suo corpo? Che cosa sta facendo la sua mente? È un turbinio di pensieri e di massi che cascano continuamente nello stagno.

Un altro dice di meditare e rimane fermo ma la mente è in continuo movimento, lo stato è più simile a quello di uno che guarda la televisione: passivo e dispersivo. Alla fine è più stanco di quando ha cominciato, a volte addirittura più agitato.

Meditare in uno di questi stati, assenza mentale, movimenti riflessi e inconsapevoli, passività è dispersione,… non è tempo perso,… ma quasi. Quanto meno è tempo usato male.

Medita per 5 minuti, ma in quei 5 minuti sii perfettamente presente, immobile, cosciente e intenso e sarai cambiato molto di più che in 2 ore di “assenza mentale”.

Si sposta più facilmente un grosso masso spingendo con forza per un istante che rimanendoci appoggiati per ore. Così si penetra la mente.

Se mediti così per 5 minuti avrai poi piacere di poterlo fare per ore, tutti i giorni! Allora fallo per ore e, bevuta quell’acqua,…. “non avrai mai più sete”.