Essere consapevoli è il primo passo.

Molti anni fa, erano forse gli anni ’70, quando gli scienziati hanno incominciato a capire che anche le piante hanno delle reazioni. Ci fu addirittura un giallo in cui l’assassino veniva “incastrato” da una pianta. Pianta che aveva danneggiato durante il suo crimine e che reagiva con paura quando questo si avvicinava. Fantascienza? No, neurobiologia vegetale.

Se mettiamo una giovane pianta di fagiolo in una stanza vuota e poniamo un palo a qualche distanza dalla pianta, incredibilmente la pianta cresce in direzione del palo!

Un video del prof. Stefano Mancuso su youtube.

Questo ci dice diverse cose. Ad esempio:

  • la pianta è consapevole delle proprie necessità. Vuole un palo su cui arrampicarsi. Negli animali lo chiamiamo istinto.
  • La pianta possiede un processo decisionale. Decide in che direzione crescere e lo fa.
  • La pianta è cosciente dell’ambiente circostante. Sa dove è il palo.

Noi siamo esseri più evoluti rispetto al fagiolo, abbiamo un cervello e neuroni. La pianta no. Eppure ha una coscienza inaspettata.

Forse la pianta, a differenza nostra, non è cosciente di essere cosciente. Semplicemente fa. Nondimeno il fagiolo ci insegna qual è primo stato di coscienza da raggiungere.

Molti umani invece non sono coscienti dei propri bisogni. Inseguono una serie di bisogni e necessità indotti, proposti da modelli di vita estranei, inconsci di chi sono e di cosa hanno bisogno. Che senso avrebbe per una quercia cercare un palo su cui rampicarsi come il fagiolo?

I più reagiscono invece di decidere perché non riescono a trovare quello spazio che esiste tra 2 pensieri. Come il pendolo è fermo quando raggiunge la massima escursione prima di ritornare indietro, anche i tra il pensiero successivo e quello che lo precede c’è uno spazio di silenzio. Allarga questo spazio e al posto di reagire incomincerai ad agire per il tuo meglio.

Pochi sono coscienti della realtà che li circonda. Ma senza la consapevolezza, la coscienza della realtà, le decisioni saranno sempre basare su informazioni incomplete.

Ecco perché l’ABC della meditazione è:

  • consapevolezza di ciò che ci circonda
  • espansione del momento di silenzio tra due pensieri.

Perdersi in uno stato illusorio, al di fuori della realtà non è meditazione, ma sogno inconsapevole.

L’augurio che possiamo quindi fare a tutti è quello di diventare ed essere sempre consapevoli delle proprie necessità, di chi siamo, di essere in grado di decidere consci della realtà più profonda. Questo è imparare la lezione del fagiolo.

Diventare poi consapevoli anche delle necessità di chi ci circonda, è trasformarsi da fagiolo in essere umano.


Ugo
Ugo

    1 Response to "La consapevolezza del fagiolo"

    • Carla

      che bella questa storia del fagiolo! 🙂 alle volte mi chiedo se davvero abbiamo una consapevolezza maggiore …. :D. Grazie Ugo, sempre illuminante!

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