Camminare, passeggiare. L’estate è un buon momento per imparare a Camminare. Lo sai già fare? forse.

Pensando a camminare viene a mente il Cammino della Vita. “Saper camminare con le proprie gambe” significa essere in grado di badare a se stessi.

Il Cammino è una pratica antica che non consiste semplicemente dell’andare da qui a là. Il risultato che ottieni dipende da come lo fai. Il Principe (Macchiavelli) non avrebbe dovuto dire che “il fine giustifica i mezzi”, ma che il “il fine discende da come usi i tuoi mezzi”. Ovvero: fa differenza il come tu sia arrivato a Santiago, molta di più del fatto che tu ci sia stato o no.

Vola a Santiago e avrai semplicemente visto un posto in più. Cammina da qui a Santiago e potresti aver solo rimediato delle piaghe ai piedi. Oppure potresti esserti completamente trasformato in una persona meravigliosa (non che tu già non lo sia! O no?).

Molte scuole di meditazione hanno esercizi o tecniche di meditazione in movimento. La più elementare è certamente quella del camminare.

È un’attività che facciamo tutti i giorni, ma la consapevolezza trasforma qualsiasi atto, anche il più semplice o banale. Camminare non è né semplice né banale, ma una volta che abbiamo imparato a farlo, lo facciamo senza pensarci, almeno fino a quando un incidente o la vecchiaia non ci limitino.

Proprio perché camminare è un movimento automatico, il camminare con consapevolezza è possibile ai più e diventa un Camminare, qualche cosa di meraviglioso e di profondamente nutriente.

Un saggio diceva “non posavo piede senza essere consapevole di dove lo posavo e ogni tanto mi fermavo a riflettere”. Questa è l’essenza.

Nella Camminata Consapevole, ogni passo del nostro cammino diventa la meta, diventa gioia e pace.

Lo puoi fare sia a casa che fuori. In casa è bello andare sia a piedi nudi. Immediatamente i tuoi piedi e le dita hanno un sacco di spazio a disposizione e le sensazioni sono più forti.

 

Semplicemente:

  • Stai fermo con la schiena dritta e le spalle rilassate, lascia che le braccia scendano naturalmente lungo i fianchi.
  • Prendi un paio di respiri lunghi, lenti e profondi.  Lascia andare ogni tensione inutile.
  • Sorridi e porta l’attenzione nel tuo ventre, nei fianchi, nelle gambe e nei piedi. Rilassa il bacino e senti il contatto con la terra.
  • Poi, comincia a camminare con la schiena eretta, e coordina la respirazione con i tuoi passi. Il passo dovrà essere in armonia con il respiro.  Il respiro in armonia con il mondo.
  • Lascia lo sguardo rilassato, sul terreno di fronte. La fronte è aperta. Un sorriso rilassato.
  • Inizialmente prendi un passo piuttosto lento, più lento del tuo modo di passeggiare abituale. Con il tempo potrai arrivare quasi a correre, se vorrai.

Non ti preoccupare se all’inizio è strano, forse ti senti instabile e barcollante. Forse il tuo equilibrio non è poi così stabile. Le caviglie non sono così forti come pensavi. È normale. Stai imparando a prestare attenzione a qualcosa cui non sei abituato. A poco a poco, comincerai a sentirti del tutto naturale.

All’inizio ti rendi conto che i tuoi piedi esistono! E già questo è per molti una meraviglia. Certo, lo sai che hai i piedi, ma quando li senti “da dentro” è tutta un’altra cosa.

  • Camminando rimani semplicemente consapevole di ogni passo, del contatto con la terra, di dove posi il piede, del tuo respiro.

Non ti serve altro.

Se viene un pensiero, lascialo andare come un cielo sereno che non trattiene le nuvole passeggere.

Lo puoi fare per un minuto. Il tempo di salire le scale di casa, o  per 5 o 10 minuti,  per ore!

Più avanti potrai essere consapevole dell’energia della terra che sale, dell’energia dell’universo che ti attraversa. Potrai unire il Camminare a una pratica devozionale, come i monaci antichi e moderni.

Le tue passeggiate diventeranno tutta un’altra cosa. Un momento in cui ti ricarichi davvero. Un momento di gioia e pace.

 

Un albero spesso due braccia nasce da un piccolo seme,
Una torre di nove piani incomincia da un po’ di terra,
Un cammino di mille miglia comincia con un solo passo (Lao-Tzu  LXIV)

 

 

 

 

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