(Liberamente esttratto dal Sutra del Loto ndr)
Sì, ci sono … tantissimi!
Allora il Beato, seduto in silenzio sul trono di loto nel cuore del Parco dei Piccioni Selvatici, guardò l’assemblea radunata: monaci e monache, nobili e mendicanti, dèi luminosi e spiriti delle montagne, bodhisattva dal volto sereno e re drago dalle profondità marine.
E, dopo un momento di quiete, disse:
“Figli e figlie di cuore puro, aprite le orecchie e la mente. Ciò che vi rivelo ora è difficile da concepire anche per coloro che hanno percorso a lungo la via.
Questo mondo che vedete, con le sue montagne e i suoi fiumi, con le sue città e i suoi deserti, non è che un granello di polvere in un oceano senza sponde.
Un singolo mondo è come un cerchio disegnato sulla superficie di uno specchio: al centro si innalza il monte Sumeru, attorno si dispongono i quattro continenti e, tra essi, gli oceani. Sopra, brillano i cieli degli dèi; sotto, si celano i luoghi di sofferenza.
Mille di questi mondi formano un piccolo sistema; mille piccoli sistemi formano un medio sistema; e mille medi costituiscono il grande sistema di mille volte mille volte mille mondi. Un miliardo di mondi, come una ghirlanda di gioielli sospesa nel vuoto, vibrano insieme come un solo respiro.”
All’udire queste parole, gli dèi dei cieli inferiori e superiori si inchinarono, e il Beato proseguì:
“In ciascuno di questi mondi vi sono esseri che nascono e muoiono, che gioiscono e soffrono. Vi sono regni oscuri, dove il dolore è denso come fumo; vi sono dimore di spiriti affamati, dove la sete non conosce sazietà; vi sono foreste e mari dove dimorano gli animali, guidati dall’istinto e dal timore.
Vi sono i mondi degli uomini, preziosa dimora in cui si intrecciano la sofferenza e la possibilità del risveglio. Vi sono i mondi degli asura, colmi di lotta e di orgoglio. E più in alto vi sono i cieli luminosi dei deva, e oltre ancora i regni di pura forma e di pura coscienza, dove il corpo e la materia si dissolvono come nebbia all’alba.”
Allora, il Bodhisattva Grande Ornamento si levò e disse:
“Beato, chi guida tutti questi mondi? Come può il Tathāgata giungere fino a loro?”
E il Buddha rispose:
“Da tempo senza inizio io dimoro nella verità, e da essa faccio nascere innumerevoli corpi, come riflessi della luna nell’acqua, per predicare in ogni mondo. Dove un essere desidera udire il Dharma, là io appaio.
In un mondo insegno con parole; in un altro con il silenzio; in un altro ancora con il semplice splendore della mia presenza. I miei bodhisattva attraversano il vuoto tra i mondi come uccelli che volano tra giardini lontani, portando semi di compassione là dove il terreno è pronto a fiorire.”
E il Beato concluse:
“Così dovete sapere: il cosmo è senza confini, e ogni mondo è un gioiello nel reticolo infinito della rete di Indra. Non cercate di contarli, perché sono come granelli di polvere in una terra vasta quanto dieci direzioni.
Chi comprende questa verità, vede che il proprio cuore è già vasto come tutti i mondi e che la vita di un singolo istante contiene l’eco dell’intero universo.”
A queste parole, la terra tremò dolcemente in sei modi, fiori celesti caddero a pioggia, e l’assemblea, con mente limpida, contemplò la visione dei mille mondi scintillanti, sospesi nel vuoto come perle di rugiada alla luce dell’alba.
llora il Beato, seduto in silenzio sul trono di loto nel cuore del Parco dei Piccioni Selvatici, guardò l’assemblea radunata: monaci e monache, nobili e mendicanti, dèi luminosi e spiriti delle montagne, bodhisattva dal volto sereno e re drago dalle profondità marine.
E, dopo un momento di quiete, disse:
“Figli e figlie di cuore puro, aprite le orecchie e la mente. Ciò che vi rivelo ora è difficile da concepire anche per coloro che hanno percorso a lungo la via.
Questo mondo che vedete, con le sue montagne e i suoi fiumi, con le sue città e i suoi deserti, non è che un granello di polvere in un oceano senza sponde.
Un singolo mondo è come un cerchio disegnato sulla superficie di uno specchio: al centro si innalza il monte Sumeru, attorno si dispongono i quattro continenti e, tra essi, gli oceani. Sopra, brillano i cieli degli dèi; sotto, si celano i luoghi di sofferenza.
Mille di questi mondi formano un piccolo sistema; mille piccoli sistemi formano un medio sistema; e mille medi costituiscono il grande sistema di mille volte mille volte mille mondi. Un miliardo di mondi, come una ghirlanda di gioielli sospesa nel vuoto, vibrano insieme come un solo respiro.”
All’udire queste parole, gli dèi dei cieli inferiori e superiori si inchinarono, e il Beato proseguì:
“In ciascuno di questi mondi vi sono esseri che nascono e muoiono, che gioiscono e soffrono. Vi sono regni oscuri, dove il dolore è denso come fumo; vi sono dimore di spiriti affamati, dove la sete non conosce sazietà; vi sono foreste e mari dove dimorano gli animali, guidati dall’istinto e dal timore.
Vi sono i mondi degli uomini, preziosa dimora in cui si intrecciano la sofferenza e la possibilità del risveglio. Vi sono i mondi degli asura, colmi di lotta e di orgoglio. E più in alto vi sono i cieli luminosi dei deva, e oltre ancora i regni di pura forma e di pura coscienza, dove il corpo e la materia si dissolvono come nebbia all’alba.”
L’unica cosa che ti interessa: La rivelazione interiore
Allora, il Bodhisattva Grande Ornamento si levò e disse:
“Beato, questi mondi sono vasti e innumerevoli, ma in che modo l’essere umano, che vive in un solo luogo, può comprenderli e visitarli?”
E il Buddha rispose:
“Grande Ornamento, ascolta attentamente. Non vi sono soltanto i mondi che si stendono nello spazio: ogni cuore umano è esso stesso un intero universo, in cui sorgono e svaniscono mondi d’esperienza.
Nel giro di un solo respiro, un essere può attraversare l’Inferno dell’odio, la Famelicità dell’avidità, l’Animalità dell’istinto cieco; può risalire nel Mondo Umano della ragione e dell’equilibrio, o precipitare nell’Asura della contesa e della gelosia.
Allo stesso modo, può elevarsi nei Cieli della gioia, accedere ai mondi della Saggezza del Discepolo o del Risvegliato per Sé, o aprirsi alla compassione senza limiti del Bodhisattva.
E oltre tutti, come vetta che sovrasta ogni orizzonte, dimora il Mondo del Buddha: la condizione in cui ogni fenomeno è compreso e abbracciato con amore illimitato.
Questi dieci mondi non sono luoghi separati, ma stati di coscienza che si compenetrano. In ogni momento, uno contiene tutti, e tutti sono presenti nell’uno.
Chi coltiva il Dharma impara a riconoscere in sé il passaggio da un mondo all’altro, fino a dimorare stabilmente nella terra della Buddhità.”
E il Beato concluse:
“Così dovete sapere: vi sono mondi fuori di voi, vasti come le dieci direzioni, e vi sono mondi dentro di voi, profondi come l’oceano.
Conoscere solo l’uno e ignorare l’altro è come guardare il cielo e non vedere la terra. Ma chi vede entrambi comprende che il cosmo esterno e quello interno sono il medesimo tessuto, e che toccando un filo se ne muovono infiniti.”
A queste parole, la terra tremò dolcemente in sei modi, fiori celesti caddero a pioggia, e l’assemblea, con mente limpida, contemplò la visione dei mille mondi scintillanti dentro e fuori, sospesi nel vuoto come perle di rugiada alla luce dell’alba.
Nota Finale
Sostalzialmente … quello che conta è dentro di te. Non fuori!
Non distrarti.