Le rune non sono scomparse, anzi sono rimaste nella nostro quotidiano. Facciamo un esempio: hai mai visto questo simbolo?
É il simbolo della campagna per il disarmo nucleare (1958) che divenne poi simbolo dell’antimilitarismo negli anni sessanta e oggi un simbolo di pace.
Questo simbolo è attribuito ad un artista-desiner britannico, Gerald Holtom, che racconta di essere partito dalla stilizzazione di un uomo con le braccia aperte con le palme delle mani allargate all’infuori e verso il basso , Holtom in realtà parla del contadino di Goya davanti al plotone di esecuzione, ma questo ha le braccia alzate:
in entrambe i casi come segno di resa.
Ci chiediamo, è possibile che un inglese, negli anni in cui ad esempio Tolkien pubblicava i suoi libri, non conoscesse le rune e il loro significato?
La Runa
Osserviamo una delle rune più famose. Si chiama Algiz. Il suo suono è “x”, “z” o “ks”.
Il suo glifo originale è: Rappresenta le corna di un cervo, di un alce,….
o meglio ancora:
. Il significato di questa runa è semplice: a cosa servono le corna di un cervo? Innanzi tutto a difendersi.
Ora, se ruoti la runa il simbolo rappresenta il significato l’opposto. Un po’ come ↑ “vai su” e ↓ “vai giù”. Allora rappresenta la situazione di “senza difesa”.
Letto come runa, il simbolo della pace vuol dire “rinuncio a difendermi”, “incomincio io con il disarmo”, “stop alle armi”, ….
Per un cristiano questa runa rappresentare la situazione in cui Gesù nell’orto di Getsemani rinuncia a difendersi, cura l’orecchio tagliato e viene catturato.
Per un monaco Zen significa: “Anche il generale, davanti alle peonie, si tolse l’armatura”. Che vuol dire: anche la tua parte più dura, quella che combatte contro tutto e tutti, quella parte che si rinchiude dentro un guscio per non essere ferita dalla vita, perfino quella parte davanti ad un fiore, colma di ammirazione e stupore si illumina d’immenso.
Il Simbolo
Quindi la runa ha ha lo stesso significato del simbolo della pace ed non è forse identico al simbolo di Holtom?
Forse, alla Jung, è questione di inconscio collettivo ma crediamo che Holtom fosse invece ben a conoscenza di quello che stava facendo ma che, se avesse parlato di rune, il simbolo sarebbe stato meno “accettabile”. Chi è nel design sa molto bene che, affinché il lavoro sia accettato dal committente e dal pubblico, la spiegazione associata al simbolo, al logo, all’immagine è quasi più importante del simbolo stesso. Se avesse detto a un pubblico cristiano-protestante negli anni ’50 di portare in corteo una runa (che molti associavano al paganesimo) cosa avrebbero fatto? Probabilmente ne avrebbero scelto un altro. Ma è solo una congettura.
L’unica cosa importante è che Algiz capovolta è una delle esperienze di espansione del cuore più belle. “Davanti all peonie…”